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Giro d'Italia (9346 views - Sports List)

Il Giro d'Italia è una corsa a tappe maschile di ciclismo su strada che si svolge lungo le strade italiane con cadenza annuale. Detto anche Giro o Corsa Rosa, è una delle tre corse a tappe più importanti del calendario, e l'Unione Ciclistica Internazionale l'ha inserito nel suo circuito professionistico UCI World Tour insieme alle altre due grandi corse internazionali, il Tour de France e la Vuelta a España. Storicamente è da ritenersi la seconda corsa a tappe più prestigiosa dopo quella francese, anche se, a cavallo tra gli anni quaranta e gli anni cinquanta (al tempo dei duelli Coppi-Bartali) e durante gli anni settanta, il prestigio e il numero di grandi ciclisti iscritti portarono il Giro ad avere un'importanza pari a quella del Tour. Istituito nel 1909 su idea del giornalista forlivese Tullo Morgagni, da allora si è sempre disputato, salvo che per le interruzioni dovute alla prima e alla seconda guerra mondiale, nell'arco di tre settimane durante il mese di maggio. Mentre il luogo di partenza è in genere ogni volta diverso, l'arrivo è il più delle volte a Milano, città ove ha sede La Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo che organizza la corsa sin dalla sua istituzione. Occasionalmente il percorso può interessare località al di fuori dai confini italiani (sconfinamenti, arrivi o partenze di tappa, prime tappe). Il record di vittorie è condiviso da tre ciclisti, ognuno con cinque vittorie: gli italiani Alfredo Binda, vincitore tra il 1925 e il 1933, Fausto Coppi, vincitore tra il 1940 e il 1953, e il belga Eddy Merckx, che vinse tra il 1968 e il 1974. Per quel che riguarda le vittorie di tappa, il record appartiene al velocista italiano Mario Cipollini, che nell'edizione del 2003 riuscì a superare il record di 41 vittorie che dagli anni trenta apparteneva ad Alfredo Binda; a quest'ultimo rimangono i record di vittorie di tappa in una stessa edizione, 12 tappe su 15 nel 1927, e di vittorie di tappa consecutive, ben 8 nel 1929.
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Giro d'Italia

Giro d'Italia

Giro d'Italia
Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Giro d'Italia (disambigua).
Giro d'Italia
Sport Ciclismo su strada
TipoGara individuale
CategoriaUomini Elite, UCI World Tour
FederazioneUnione Ciclistica Internazionale
Paese Italia
OrganizzatoreRCS Sport
DirettoreMauro Vegni
CadenzaAnnuale
AperturaMaggio
ChiusuraMaggio/Giugno
PartecipantiVariabile
FormulaCorsa a tappe
Sito Internetwww.giroditalia.it
Storia
Fondazione1909
Numero edizioni102 (al 2019)
Detentore Richard Carapaz
Record vittorie Alfredo Binda (5)
Fausto Coppi (5)
Eddy Merckx (5)
Ultima edizioneGiro d'Italia 2019
Prossima edizioneGiro d'Italia 2020

Il "trofeo senza fine" del Giro d'Italia

Il Giro d'Italia è una corsa a tappe maschile di ciclismo su strada che si svolge lungo le strade italiane con cadenza annuale.

Detto anche Giro o Corsa Rosa, è una delle tre corse a tappe più importanti del calendario, e l'Unione Ciclistica Internazionale l'ha inserito nel suo circuito professionistico UCI World Tour insieme alle altre due grandi corse internazionali, il Tour de France e la Vuelta a España. Storicamente è da ritenersi la seconda corsa a tappe più prestigiosa dopo quella francese[1], anche se, a cavallo tra gli anni quaranta e gli anni cinquanta (al tempo dei duelli Coppi-Bartali) e durante gli anni settanta, il prestigio e il numero di grandi ciclisti iscritti portarono il Giro ad avere un'importanza pari a quella del Tour.

Istituito nel 1909 su idea del giornalista forlivese Tullo Morgagni, da allora si è sempre disputato, salvo che per le interruzioni dovute alla prima e alla seconda guerra mondiale, nell'arco di tre settimane durante il mese di maggio. Mentre il luogo di partenza è in genere ogni volta diverso, l'arrivo è il più delle volte a Milano, città ove ha sede La Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo che organizza la corsa sin dalla sua istituzione. Occasionalmente il percorso può interessare località al di fuori dai confini italiani (sconfinamenti, arrivi o partenze di tappa, prime tappe).

Il record di vittorie è condiviso da tre ciclisti, ognuno con cinque vittorie: gli italiani Alfredo Binda, vincitore tra il 1925 e il 1933, Fausto Coppi, vincitore tra il 1940 e il 1953, e il belga Eddy Merckx, che vinse tra il 1968 e il 1974. Per quel che riguarda le vittorie di tappa, il record appartiene al velocista italiano Mario Cipollini, che nell'edizione del 2003 riuscì a superare il record di 41 vittorie che dagli anni trenta apparteneva ad Alfredo Binda; a quest'ultimo rimangono i record di vittorie di tappa in una stessa edizione, 12 tappe su 15 nel 1927, e di vittorie di tappa consecutive, ben 8 nel 1929.

Storia

1909-1930: i pionieri del ciclismo

La nascita del Giro venne formalizzata con un annuncio sulla Gazzetta dello Sport il 24 agosto 1908, con la promessa di 25 000 lire di premio al vincitore e la volontà di organizzare «una delle prove più ambite e maggiori del ciclismo internazionale». Nell'organizzazione del Giro la Gazzetta dello Sport anticipò di poco il Corriere della Sera, che stava per lanciare l'iniziativa. Il primo Giro d'Italia partì il 13 maggio 1909 alle 2:53 da Milano per la prima tappa di sempre, vinta da Dario Beni sul traguardo di Bologna dopo 397 km a 28,090 di media oraria. Vi furono 8 tappe, per complessivi 2.448 chilometri, fra il 13 e il 30 maggio che videro i migliori ciclisti dell'epoca affrontarsi: Giovanni Gerbi, Giovanni Rossignoli, Luigi Ganna (cui andò la vittoria finale), Carlo Galetti, Eberardo Pavesi, Giovanni Cuniolo ed il francese Lucien Petit-Breton.

Il vincitore portava a casa 5.250 lire e l'ultimo classificato riceveva 300 lire. Da segnalare è il Giro del 1912, corso per quell'edizione a squadre, vinto dall'Atala e, in via solo ufficiosa da Carlo Galetti, tenendo conto del tempo impiegato singolarmente. Nel 1914 fu introdotta la classifica generale a tempo, che sostituiva quella a punti in vigore i primi anni, e fu vinta da Alfonso Calzolari, nonostante la richiesta di squalifica (poi comminata in penalizzazione di tre ore dalla Gazzetta) da parte dell'Unione velocipedistica italiana che gli imputava di essersi attaccato ad un'auto sulla Salita delle Svolte.

I maggiori protagonisti nei primi anni furono Ganna e Galetti e dopo alcune annate interlocutorie e l'inizio della Prima guerra mondiale si ebbero diversi protagonisti che sarebbero divenuti leggendari: Costante Girardengo, Giovanni Brunero, Alfredo Binda e Gaetano Belloni. Girardengo, Brunero e Belloni vinsero i primi cinque Giri d'Italia dopo la guerra ma nell'edizione del 1925 fu il giovane Binda a prevalere distanziando i rivali di diversi minuti. Tra il 1926 e il 1929 Binda trovò solo Brunero come valido rivale e riuscì a vincere tre giri consecutivi lasciando a Brunero solo l'edizione del 1926. Il dominio di Binda era tanto forte che gli organizzatori della corsa rosa decisero di non farlo partecipare al Giro d'Italia 1930, riconoscendogli comunque un premio pari a quello che sarebbe spettato al vincitore, cioè 22.500 lire.[2]

La partenza del Giro fu posta per tutte le edizioni a Milano tranne nel 1911 e nel 1929 (a Roma) e nel 1930 (a Messina) mentre l'arrivo fu piazzato ancora a Milano ad eccezione del Giro 1911, dove l'arrivo fu a Roma, e nel 1912, dove l'arrivo fu posto a Bergamo.

1931-1955: l'epoca d'oro di Coppi e Bartali

Armando Cougnet, vero ideatore e factotum del Giro d'Italia fin dalla sua fondazione e fino al 1948, decise nel 1931 di istituire per il leader della corsa un simbolo che lo rendesse riconoscibile a prima vista in mezzo al folto plotone. Fu così introdotta la maglia rosa, che venne vestita da Learco Guerra per primo, al termine della prima tappa del Giro 1931 tra Milano e Mantova. A partire dal Giro 1933 fu introdotto il Gran Premio della Montagna, con quattro salite che assegnavano punti. A vincere fu Binda, che transitò per primo su tutte le quattro salite designate e vinse anche quel Giro, dopo due anni di sfortunati ritiri.

Dal 1934 vinsero Guerra, Vasco Bergamaschi, Gino Bartali, Giovanni Valetti, Fausto Coppi e Fiorenzo Magni. In particolare Coppi dimostrò la sua forza al Giro 1949 nella tappa Cuneo-Pinerolo dove riuscì ad attaccare sul primo dei cinque colli della frazione, il Colle della Maddalena, sorprendendo il suo diretto avversario Gino Bartali. A pochi chilometri dalla Maddalena scattò anche Bartali e la corsa si spezzò con pochi corridori ad inseguire Coppi e Bartali. I corridori affrontarono Vars, Izoard, Monginevro e Sestriere incontrando diverse difficoltà meccaniche che fecero perdere molto tempo ai ciclisti. A fine tappa Coppi vinse con più di dieci minuti su Bartali e quasi venti su Alfredo Martini, terzo classificato.[3]

Nel 1950 lo svizzero Hugo Koblet vinse la corsa divenendo il primo corridore straniero a vincere il Giro d'Italia. Altri successi andarono a Magni e a Coppi dopodiché fu nuovamente un corridore svizzero, Carlo Clerici, a vincere la corsa rosa nell'edizione 1954. L'ultimo successo dell'epoca d'oro andò a Magni. Durante questi anni il Giro iniziò e terminò quasi sempre nella città sede della Gazzetta dello Sport, ovvero Milano, eccetto nelle edizioni del 1949, dove la partenza fu fissata a Palermo e l'arrivo a Monza, nel 1950 dove l'arrivo fu previsto a Roma e nel 1954 quando fu ancora Palermo sede di partenza del Giro. Curiosamente, quando la partenza della corsa fu Palermo (1950 e 1954) la vittoria finale andò a ciclisti svizzeri.

1956-1978: le vittorie straniere e gli anni di Merckx e Gimondi

Il Cannibale, Eddy Merckx

Dal Giro d'Italia 1956 cominciarono ad intensificarsi i successi dei ciclisti stranieri con le vittorie di Charly Gaul e Jacques Anquetil in mezzo a quelle degli italiani Gastone Nencini, Ercole Baldini, Arnaldo Pambianco e Franco Balmamion. Dopo le vittorie di Vittorio Adorni e Gianni Motta davanti allo sfortunato Italo Zilioli (tre secondi posti in tre anni) incominciò una nuova era che vide contrapporsi il Cannibale Eddy Merckx e l'italiano Felice Gimondi: il belga vincerà cinque Giri in sette anni mentre Gimondi trionferà in tre occasioni; in mezzo i successi dello svedese Gösta Pettersson, di Fausto Bertoglio e a seguire quelli dei belgi Michel Pollentier e Johan De Muynck. In questo periodo la città destinata ad ospitare la partenza fu cambiata annualmente tra il 1960 ed il 1978, e solo in due edizioni Milano ospitò l'inizio della corsa; anche la località arrivo fu variata in diverse edizioni, ma nella maggior parte dei casi fu mantenuta a Milano.

1979-1990: il dualismo Saronni-Moser e l'arrivo di Hinault

A soli 21 anni Giuseppe Saronni vinse il Giro d'Italia 1979 davanti a colui che sarebbe diventato il suo più grande rivale, Francesco Moser. Negli anni ottanta arrivò al Giro d'Italia il francese Bernard Hinault, che partecipò a tre Giri vincendoli tutti. Giovanni Battaglin, Saronni e Moser si spartirono gli altri successi, uno a testa, nella prima metà degli anni 1980. Nella seconda metà del decennio le vittorie della corsa rosa andarono a Roberto Visentini, all'irlandese Stephen Roche, allo statunitense Andrew Hampsten, al francese Laurent Fignon e a Gianni Bugno. In questo periodo solo in tre edizioni Milano ospitò l'arrivo del Giro mentre la partenza non avvenne mai nel capoluogo lombardo.

1991-1999: da Chiappucci e Indurain a Pantani e Gotti

Nella prima metà degli anni 1990 furono molti i duelli fra Gianni Bugno, che nel 1990 indossò la maglia rosa dal prologo all'ultima tappa, Claudio Chiappucci e Franco Chioccioli, ma, dopo le vittorie al Tour de France, fu lo spagnolo Miguel Indurain a dominare la corsa italiana conquistando le tappe a cronometro, specialità nella quale era maestro, e difendendosi in salita: in questo modo conquistò i Giri 1992 e 1993; in quest'ultimo venne messo in difficoltà dal lettone Pëtr Ugrjumov che giunse secondo a meno di un minuto. Nel 1994 il Giro andò a Evgenij Berzin: il russo prese il comando nella quarta tappa a Campitello Matese e pochi giorni dopo consolidò il vantaggio vincendo la crono di Follonica; dopo le tappe per velocisti arrivarono le salite: qui si mise in mostra Marco Pantani, vincendo a Merano e all'Aprica, Berzin comunque suggellò il primato conquistando un'altra prova contro il tempo e lasciando indietro i rivali; Indurain per la prima volta non vinse.

Dopo i successi di Tony Rominger, Pavel Tonkov e Ivan Gotti, il 1998 fu l'anno del "pirata" Pantani, che batté Tonkov e conquistò il Giro d'Italia, trionfando poi anche al Tour de France. Nel Giro 1999 Marco Pantani ripartì come favorito, riuscendo a portarsi in testa, ma a poche tappe dalla fine, dopo la frazione di Madonna di Campiglio, venne fermato in via precauzionale per valori di ematocrito fuori della norma. Il Giro andò a Ivan Gotti che bissò il successo del 1997. Tra il 1991 e il 1999 Milano non fu mai ospite della partenza del Giro mentre l'arrivo fu sempre disposto a Milano. Nel 1996 il Giro partì da Atene, in Grecia, e nel 1998 partì da Nizza, in Francia.

2000-2010: gli anni di Simoni, Savoldelli e Basso

Gilberto Simoni, due volte vincitore nel 2001 e 2003

Il Giro 2000 prese il via da Roma per celebrare il Giubileo. Dopo una prima settimana dedicata ai velocisti, arrivarono le prime montagne e subito Francesco Casagrande prese la maglia rosa sull'Abetone mantenendola nelle tappe successive nonostante gli attacchi di Gilberto Simoni e di Stefano Garzelli; la gara si decise nella cronoscalata del Sestriere del penultimo giorno, con la rimonta e il successo di Garzelli. Terzo chiuse Simoni. Nell'edizione 2001 fu Dario Frigo a guidare la generale per nove giorni, fino al tappone dolomitico con Marmolada e Pordoi, quando Simoni prese il simbolo del primato. Frigo provò invano il sorpasso a cronometro, ma dopo le perquisizioni dei NAS a Imperia, con il rinvenimento di sostanze dopanti nella sua stanza, venne allontanato. La tappa dell'indomani venne annullata, Simoni vinse poi anche la frazione di Arona suggellando il successo finale.[4]

Nel 2002 la corsa partì nei Paesi Bassi e percorse Germania, Belgio, Francia e Lussemburgo per celebrare l'Unione europea. Protagonista di inizio Giro fu Garzelli: in rosa già dal terzo giorno, il varesino venne trovato positivo a un diuretico e squalificato. Il simbolo del primato passò al tedesco Jens Heppner, che lo tenne per dieci giorni. A Campitello Matese vinse Simoni, ma anche lui venne squalificato per una positività alla cocaina, così come Casagrande, punito per una scorrettezza. Nell'ultima tappa alpina Paolo Savoldelli riuscì a staccare il rivale Tyler Hamilton e a prendere la maglia rosa, resistendo quindi nell'ultima cronometro e potendo festeggiare la prima vittoria al Giro.[5] Nell'edizione 2003, dopo un inizio adatto ai velocisti, sul Terminillo Garzelli conquistò la maglia rosa; lo scavalcò Simoni dopo la tappa di Faenza. Giunti sulle Alpi Simoni vinse sullo Zoncolan, inserito per la prima volta nel Giro,[6] e a Pampeago, consolidando quindi il primato a Cascata del Toce e andando a vincere il suo secondo Giro in tre anni.[7]

L'edizione 2004 partiva col ricordo della tragica scomparsa di Pantani, avvenuta pochi mesi prima. Nelle prime due settimane si assisté alla sfida tra la rivelazione Damiano Cunego, Gilberto Simoni e l'ucraino Jaroslav Popovyč. Nelle ultime quattro tappe sulle Alpi Cunego trionfò a Falzes e a Bormio (in quel Giro vinse in tutto quattro tappe), consolidò il vantaggio sul secondo, Serhij Hončar, e conquistò la sua prima "Corsa rosa". Terzo chiuse Simoni, mentre Alessandro Petacchi vinse ben nove tappe in volata. Nell'edizione 2005 fu Ivan Basso a prendere la leadership con le prime montagne; il varesino dovette però cedere la maglia a Paolo Savoldelli, uscendo poi di classifica con una crisi sullo Stelvio. Gilberto Simoni e la rivelazione José Rujano recuperarono su Savoldelli in salita salvo poi perdere quanto guadagnato a cronometro. La gara si decise sul Sestriere: Rujano, Simoni e Danilo Di Luca attaccarono da lontano, Savoldelli riuscì però a controllare a distanza e a vincere con soli 28 secondi su Simoni.

Nel 2006 la corsa partì dal Belgio in memoria dei minatori morti nel 1956. Dopo la prima settimana Ivan Basso si scatenò dominando la corsa: vinse alla Maielletta e a Trento, si classificò secondo dietro Jan Ullrich nella cronometro di Pontedera, secondo anche a La Thuile e sul Passo Furcia; suggellò infine il trionfo all'Aprica, imponendosi in solitaria. In classifica precedette di quasi 10' lo spagnolo José Enrique Gutiérrez, di 12' Simoni e di quasi 20' Cunego e Savoldelli. Nel 2007 la corsa prese il via dalla Sardegna, con una cronosquadre da Caprera a La Maddalena per ricordare i 200 anni dalla nascita di Giuseppe Garibaldi. Dopo le prime due settimane di equilibrio, a Briançon si impose Danilo Di Luca, che vestì di rosa. Nei giorni seguenti Eddy Mazzoleni e Andy Schleck cercarono di insidiare il primato dell'abruzzese, ma senza riuscire a insidiarlo, nonostante gli attacchi nella tappa dello Zoncolan, dove venne inaugurato il versante di Ovaro soprannominato il Kaiser[8]. Vincitore fu Di Luca davanti con 1'55" su Schleck, terzo Mazzoleni.

Alberto Contador, dominatore nel 2008 e nel 2015

L'edizione 2008 partì dalla Sicilia. Diversi atleti portarono la maglia rosa nelle prime due settimane di corsa. Con le prime salite si mise in evidenza Emanuele Sella, vincitore a sorpresa a Pampeago e al Fedaia, mentre la leadership passò allo spagnolo Alberto Contador. Nonostante gli attacchi di Franco Pellizotti, Simoni, Sella e soprattutto Riccardo Riccò, Contador si difese mantenendo un margine minimo (4") e consolidando infine il primato nella cronometro di Milano. Riccò chiuse secondo, Marzio Bruseghin terzo. Il Giro 2009, quello del centenario, partì da Venezia e si concluse a Roma. Di Luca vestì di rosa già alla quinta tappa, consolidando poi la leadership a Pinerolo, prima del sorpasso da parte del russo Denis Men'šov dopo la cronometro di Riomaggiore.

Nelle tappe seguenti Men'šov e Di Luca si diedero battaglia, prima della decisiva crono finale di Roma: Men'šov, nonostante una caduta sotto la pioggia, riuscì a mantenere il vantaggio di 20" e a vincere così il suo primo Giro. Terzo chiuse Pellizotti. La classifica verrà poi riscritta dai giudici a causa delle squalifiche per doping di Di Luca prima, e di Pellizotti poi: secondo diventerà Carlos Sastre, terzo Ivan Basso. Nell'edizione 2010 il via fu da Amsterdam, Paesi Bassi. Nei primi dieci giorni si mise in evidenza Aleksandr Vinokurov, in rosa per cinque giorni; nell'undicesima tappa giunse al traguardo dell'Aquila, con 12'40" sul gruppo, una fuga di 52 corridori: tra essi anche Richie Porte, che andò in testa alla classifica provvisoria, e David Arroyo, che prese la rosa tre giorni dopo. Arroyo resisté inizialmente al favorito Ivan Basso sulle salite, cedendo infine sull'Aprica e nella cronometro finale. Vinse Basso, davanti ad Arroyo e al compagno di squadra Vincenzo Nibali.

2011-2016: gli anni di Contador e Nibali

Direttori del Giro

Dalla sua nascita ad oggi, in sei hanno ricoperto la carica di direttore del Giro d'Italia:

L'edizione 2011, in omaggio ai 150 anni dell'Unità d'Italia, partì da Torino. Al terzo giorno la tragedia sconvolse il Giro: lungo la discesa dal Passo del Bocco il ciclista belga Wouter Weylandt cadde ad alta velocità e, nonostante i soccorsi, morì poco dopo. I consueti festeggiamenti di fine tappa vennero annullati, e la frazione successiva neutralizzata. Al termine della prima settimana, sull'Etna, il favorito Alberto Contador staccò tutti e vestì di rosa. Lo spagnolo incrementò il margine sugli altri big, Michele Scarponi e Vincenzo Nibali, anche nelle tre successive tappe alpine della seconda settimana, allungando poi ancora nella cronoscalata del Nevegal. Il successo finale fu nettamente appannaggio di Contador, con sei minuti su Scarponi e sette su Nibali. La successiva squalifica per doping del vincitore, divenuta ufficiale nel febbraio del 2012,[9] ha dato la maglia rosa a tavolino a Michele Scarponi.[10].

Nell'edizione 2012 la corsa partì dalla Danimarca. Dopo una prima settimana interlocutoria, la tappa di Rocca di Cambio portò in maglia rosa il canadese Ryder Hesjedal; le tappe seguenti videro l'alternanza in vetta tra Hesjedal e lo spagnolo Joaquim Rodríguez, con quest'ultimo in rosa con 31" di margine dopo l'ultima tappa alpina sullo Stelvio (vinta da Thomas De Gendt). La cronometro finale di Milano vide l'ennesimo colpo di scena, con il sorpasso e il trionfo di Hesjedal per soli 16 secondi su Rodríguez, quarto minor distacco fra primo e secondo classificato nella storia del Giro. Completò il podio De Gendt. Nell'edizione 2013 la gara prese il via a Napoli e si concluse a Brescia. L'annata fu caratterizzata da numerose perturbazioni atmosferiche che fecero modificare molti tracciati delle tappe e perfino annullare per neve la diciannovesima tappa a Val Martello. Al termine della prima settimana, con la cronometro di Saltara, Nibali vestì di rosa; il siciliano resistette agli attacchi di Rigoberto Urán, Cadel Evans e Scarponi, staccò tutti sia nella cronoscalata a Polsa che sulle Tre Cime di Lavaredo e portò il primato fino a Brescia, festeggiando la vittoria. Mark Cavendish vinse cinque tappe in volata.

L'edizione 2014 partì da Belfast, in Irlanda del Nord. Dopo la prima settimana di volate (in cui leader fu Michael Matthews) Cadel Evans prese la maglia rosa a Montecopiolo, tallonato da Urán e dal polacco Rafał Majka. La cronometro di Barolo portò Urán al primato, prima del colpo di scena della sedicesima tappa, da Ponte di Legno a Val Martello, con l'attacco da lontano dell'altro colombiano Nairo Quintana, capace di infliggere al traguardo più di 4 minuti ai rivali[11]. Quintana difese il vantaggio nelle altre frazioni alpine, guadagnò nella cronoscalata di Cima Grappa e a Trieste, sede conclusiva, precedette Urán di 2'58" e il giovane Fabio Aru di 4'04". Nell'edizione 2015 la corsa prese il via da Sanremo e si concluse a Milano. Alberto Contador vestì di rosa già al quinto giorno sull'Abetone, inseguito a breve distanza da Richie Porte, Fabio Aru e Mikel Landa (questi ultimi compagni di squadra all'Astana). Lo spagnolo incrementò il margine nella cronometro di Valdobbiadene, potendo così amministrare nelle tappe successive sulle Alpi. Nonostante le vittorie di Landa a Madonna di Campiglio e all'Aprica e di Aru a Cervinia e al Sestriere, il Giro 2015 andò a Contador, di nuovo trionfatore a sette anni di distanza, davanti alla coppia Astana, con Aru secondo a 1'53" e Landa terzo a 3'05".

Nel 2016 fu nuovamente la volta di Vincenzo Nibali, che riprese la maglia rosa alla 19ª tappa e la portò fino al traguardo di Torino recuperando un ritardo di quasi 5'.

Nel 2017 a trionfare fu Tom Dumoulin, primo olandese a vincere la corsa numero 100, che partì dalla Sardegna.

Nel 2018 fu invece la volta di Chris Froome che vinse l'edizione 101 con una fuga solitaria di oltre 80 km nella 19ª tappa, entrando nella storia del ciclismo divenendo uno dei sette corridori ad aver vinto almeno una volta ognuno dei tre grandi giri.

Maglie e trofei

Il leader della classifica generale indossa ogni giorno la maglia rosa, lo stesso colore del quotidiano che organizza la corsa, La Gazzetta dello Sport. Il miglior scalatore indossa una maglia azzurra (che ha sostituito la storica maglia verde), mentre il primo nella classifica a punti indossa una maglia ciclamino (nel biennio 1967-1968 e dal 2010-2016 la maglia è stata di colore rosso). Oltre a queste casacche, nel corso degli anni sono state messe in palio una maglia che di volta in volta ha contraddistinto l'ultimo in classifica (maglia nera), una per il miglior giovane (maglia bianca), oppure, come è accaduto negli anni novanta e primi anni 2000, una per la classifica dell'Intergiro (maglia azzurra), traguardo volante posto di solito a metà tappa allo scopo di rendere più movimentata la corsa dalle prime battute. Quattro sono oggi le maglie caratteristiche del Giro d'Italia, indossate durante la gara dai leader delle diverse classifiche:

  • La maglia rosa per il corridore con il miglior tempo cumulativo (leader della classifica generale).
  • La maglia ciclamino per il corridore che conquista più punti nei traguardi intermedi e sugli arrivi (leader della classifica a punti).
  • La maglia azzurra per il corridore che conquista più punti e bonus sulle cime (leader della classifica della montagna).
  • La maglia bianca per il corridore che non ha ancora compiuto il venticinquesimo anno di età il 1º gennaio dell'anno in corso con il miglior tempo cumulativo (leader della classifica dei giovani).

Un corridore che guida più di una classifica veste la maglia più prestigiosa, mentre il secondo della classifica minore indossa la maglia subordinata. Vengono assegnati anche un Premio della Combattività e altri premi speciali. Dal 1999 al vincitore viene consegnato il "Trofeo senza fine", composto da una barra di rame bombata, piegata a spirale, che si eleva dalla base in cerchi sempre più ampi, sui quali sono incisi i nomi di tutti i vincitori.

Percorso

Il percorso si snoda tra le regioni d'Italia su tappe in linea e a cronometro di pianura, media-montagna/collina e montagna (Alpi e Appennini).

Tipologie di tappa

Pianeggianti e collinari

Il Giro è composto anche da tappe pianeggianti o di media montagna, che molto spesso prevedono, salvo eccezioni di fughe arrivate o anticipi, arrivi in volata tra i velocisti presenti in corsa; tali frazioni erano prevalentemente considerate di trasferimento per la carovana del Giro, ma nel periodo recente gli organizzatori tendono a disegnare il percorso in modo più diversificato, nel tentativo di aumentare spettacolo ed imprevisti per il gruppo. Generalmente la tappa si svolge secondo uno schema preciso, adottato dalle squadre degli sprinter, che lasciano andar via una fuga, controllandone il vantaggio per poi riprenderla negli ultimi chilometri, organizzandosi in seguito in treni di corridori per lanciare la volata al velocista.

Montagna

Le singole voci sono elencate nella Categoria:Salite ciclistiche in Italia

Le tappe in montagna sono la caratteristica principale e il fiore all'occhiello del Giro, sono contraddistinte da una pendenza media molto elevata (con punte che a volte superano il 20%), non sempre a scapito della lunghezza, che le rende diverse da quelle del Tour ed estremamente dure, tanto che mettono alla prova i migliori scalatori al mondo, quasi i soli che, per tradizione, riescono a vincere la Corsa Rosa. Quasi sempre la corsa rosa affronta prima gli Appennini e infine le Alpi. Alle salite mitiche del Giro, prevalentemente dolomitiche e alpine, come ad esempio il Passo dello Stelvio, del Gavia e (dal 1990) del Mortirolo, negli ultimi anni, specialmente sotto la spinta del patron Zomegnan, si sono aggiunte nuove ascese come il Monte Zoncolan e l'Etna. Sui colli lungo il percorso sono disposti i traguardi (divisi in quattro categorie di difficoltà) che assegnano punti per la maglia azzurra, indicante il miglior scalatore; inoltre ogni anno, al passo di maggior altitudine viene attribuito il titolo di Cima Coppi, mentre alla salita ritenuta più rappresentativa, dal 2004, viene assegnato il nome di Montagna Pantani.

Cronometro

Le cronometro, tappe in cui i corridori partono alla distanza di pochi minuti gli uni dagli altri con lo scopo di realizzare il miglior tempo finale in solitaria, sono leggermente trascurate dalla Corsa Rosa in favore di tappe "classiche", tuttavia dall'edizione 1963 ne è costantemente presente almeno una (spesso una sola quale prima tappa, o all'ultima tappa, in cui però si preferisce una passerella finale, o all'interno delle settimane di corsa). La cronosquadra, tappe a cronometro in cui partecipa l'intera squadra dei vari corridori, sono spesso bistrattate dal Giro, a differenza da quel che accade ad esempio al Tour de France, in cui le cronosquadre sono quasi sempre presenti. Tuttavia dal Giro 2006 al Giro 2015 c'è sempre stata una cronosquadra, spesso quale prima tappa.

Inizio, fine, sconfinamenti

Per circa mezzo secolo il Giro è iniziato e finito a Milano, città dove ha sede la Gazzetta dello Sport. Anche se con sporadiche eccezioni, questa è stata la regola fino al 1960: da quell'anno, il luogo di partenza è cambiato ogni volta. Per alcuni periodi (1965, 1966, 1968, 1970, 1973, 1975, 1981-1989) anche il luogo d'arrivo è cambiato; dal 1990 è stato ripristinato il tradizionale arrivo a Milano, con un circuito da ripetere più volte che funge da passerella finale, o con cronometro individuali (nell'edizione 2012 e in quella del 2017 queste si sono rivelate decisive per ribaltare l'esito finale della classifica). Dal 2010 il tradizionale arrivo a Milano non è sempre rispettato, infatti si sono avute più edizioni terminate in altre città con passerelle finali o cronometro individuali.

Nell'edizione 2009, per commemorare il centenario della manifestazione, l'arrivo è avvenuto a Roma. La capitale era già stata luogo conclusivo del giro nel 1911 e nel 1950. Nelle edizioni 2010 e 2019 è terminato a Verona, come già avvenuto nelle edizioni 1981 e 1984. Il Giro d'Italia 2011 è iniziato a Torino, prima capitale d'Italia, per commemorare le celebrazioni del 150º anniversario dell'Unità d'Italia. Nel 2013 e 2014 la corsa rosa è finita rispettivamente a Brescia e Trieste. Più volte la "Corsa Rosa" è partita dalla Sicilia o dalla Sardegna (le più recenti nel 2007, 2008 e 2017), o vi ha transitato.

Il Giro si svolge prevalentemente in Italia, ma non di rado sono inserite partenze o conclusioni di tappa all'estero, specialmente nei paesi confinanti o prossimi come San Marino (1965, 1974), Francia (1973, 1998, 2002), Principato di Monaco (1966), Svizzera, Austria e Slovenia. Alcune tappe si sono svolte anche in Lussemburgo (1973), Germania Ovest (1973), Paesi Bassi (2002, 2010, 2016), Belgio (1973, 2002, 2006), Germania (2002), Grecia (1996), Danimarca (2012), Regno Unito (2014), Irlanda (2014), Israele (2018).

Nel 1973 il Giro ha toccato in un'unica edizione ben cinque paesi (Belgio, Germania Ovest, Lussemburgo, Francia e Svizzera) prima di rientrare in Italia.

Partenze del Giro fuori dall'Italia
Anno Paese Città
1965  San Marino San Marino
1966  Monaco Monaco
1973  Belgio Verviers
1974  Città del Vaticano Città del Vaticano
1996  Grecia Atene
1998  Francia Nizza
2002  Paesi Bassi Groninga
2006  Belgio Seraing
2010  Paesi Bassi Amsterdam
2012  Danimarca Herning
2014  Regno Unito Belfast
2016  Paesi Bassi Apeldoorn
2018  Israele Gerusalemme
2020  Ungheria Budapest

Albo d'oro

Aggiornato all'edizione 2019.[12]

Anno Vincitore Secondo Terzo
1909 Luigi Ganna Carlo Galetti Giovanni Rossignoli
1910 Carlo Galetti Eberardo Pavesi Luigi Ganna
1911 Carlo Galetti Giovanni Rossignoli Giovanni Gerbi
1912[13] Atala Peugeot Giovanni Gerbi
1913 Carlo Oriani Eberardo Pavesi Giuseppe Azzini
1914 Alfonso Calzolari Pierino Albini Luigi Lucotti
1915-1918 non disputate a causa della Prima guerra mondiale
1919 Costante Girardengo Gaetano Belloni Marcel Buysse
1920 Gaetano Belloni Angelo Gremo Jean Alavoine
1921 Giovanni Brunero Gaetano Belloni Bartolomeo Aymo
1922 Giovanni Brunero Bartolomeo Aymo Giuseppe Enrici
1923 Costante Girardengo Giovanni Brunero Bartolomeo Aymo
1924 Giuseppe Enrici Federico Gay Angiolo Gabrielli
1925 Alfredo Binda Costante Girardengo Giovanni Brunero
1926 Giovanni Brunero Alfredo Binda Arturo Bresciani
1927 Alfredo Binda Giovanni Brunero Antonio Negrini
1928 Alfredo Binda Giuseppe Pancera Bartolomeo Aymo
1929 Alfredo Binda Domenico Piemontesi Leonida Frascarelli
1930 Luigi Marchisio Luigi Giacobbe Allegro Grandi
1931 Francesco Camusso Luigi Giacobbe Luigi Marchisio
1932 Antonio Pesenti Jef Demuysere Remo Bertoni
1933 Alfredo Binda Jef Demuysere Domenico Piemontesi
1934 Learco Guerra Francesco Camusso Giovanni Cazzulani
1935 Vasco Bergamaschi Giuseppe Martano Giuseppe Olmo
1936 Gino Bartali Giuseppe Olmo Severino Canavesi
1937 Gino Bartali Giovanni Valetti Enrico Mollo
1938 Giovanni Valetti Ezio Cecchi Severino Canavesi
1939 Giovanni Valetti Gino Bartali Mario Vicini
1940 Fausto Coppi Enrico Mollo Giordano Cottur
1941-1945 non disputate a causa della Seconda guerra mondiale
1946 Gino Bartali Fausto Coppi Vito Ortelli
1947 Fausto Coppi Gino Bartali Giulio Bresci
1948 Fiorenzo Magni Ezio Cecchi Giordano Cottur
1949 Fausto Coppi Gino Bartali Giordano Cottur
1950 Hugo Koblet Gino Bartali Alfredo Martini
1951 Fiorenzo Magni Rik Van Steenbergen Ferdi Kübler
1952 Fausto Coppi Fiorenzo Magni Ferdi Kübler
1953 Fausto Coppi Hugo Koblet Pasquale Fornara
1954 Carlo Clerici Hugo Koblet Nino Assirelli
1955 Fiorenzo Magni Fausto Coppi Gastone Nencini
1956 Charly Gaul Fiorenzo Magni Agostino Coletto
1957 Gastone Nencini Louison Bobet Ercole Baldini
1958 Ercole Baldini Jean Brankart Charly Gaul
1959 Charly Gaul Jacques Anquetil Diego Ronchini
1960 Jacques Anquetil Gastone Nencini Charly Gaul
1961 Arnaldo Pambianco Jacques Anquetil Antonio Suárez
1962 Franco Balmamion Imerio Massignan Nino Defilippis
1963 Franco Balmamion Vittorio Adorni Giorgio Zancanaro
1964 Jacques Anquetil Italo Zilioli Guido De Rosso
1965 Vittorio Adorni Italo Zilioli Felice Gimondi
1966 Gianni Motta Italo Zilioli Jacques Anquetil
1967 Felice Gimondi Franco Balmamion Jacques Anquetil
1968 Eddy Merckx Vittorio Adorni Felice Gimondi
1969 Felice Gimondi Claudio Michelotto Italo Zilioli
1970 Eddy Merckx Felice Gimondi Martin Van Den Bossche
1971 Gösta Pettersson Herman Van Springel Ugo Colombo
1972 Eddy Merckx José Manuel Fuente Francisco Galdós
1973 Eddy Merckx Felice Gimondi Giovanni Battaglin
1974 Eddy Merckx Gianbattista Baronchelli Felice Gimondi
1975 Fausto Bertoglio Francisco Galdós Felice Gimondi
1976 Felice Gimondi Johan De Muynck Fausto Bertoglio
1977 Michel Pollentier Francesco Moser Gianbattista Baronchelli
1978 Johan De Muynck Gianbattista Baronchelli Francesco Moser
1979 Giuseppe Saronni Francesco Moser Bernt Johansson
1980 Bernard Hinault Wladimiro Panizza Giovanni Battaglin
1981 Giovanni Battaglin Tommy Prim Giuseppe Saronni
1982 Bernard Hinault Tommy Prim Silvano Contini
1983 Giuseppe Saronni Roberto Visentini Alberto Fernández
1984 Francesco Moser Laurent Fignon Moreno Argentin
1985 Bernard Hinault Francesco Moser Greg LeMond
1986 Roberto Visentini Giuseppe Saronni Francesco Moser
1987 Stephen Roche Robert Millar Erik Breukink
1988 Andrew Hampsten Erik Breukink Urs Zimmermann
1989 Laurent Fignon Flavio Giupponi Andrew Hampsten
1990 Gianni Bugno Charly Mottet Marco Giovannetti
1991 Franco Chioccioli Claudio Chiappucci Massimiliano Lelli
1992 Miguel Indurain Claudio Chiappucci Franco Chioccioli
1993 Miguel Indurain Pëtr Ugrjumov Claudio Chiappucci
1994 Evgenij Berzin Marco Pantani Miguel Indurain
1995 Tony Rominger Evgenij Berzin Pëtr Ugrjumov
1996 Pavel Tonkov Enrico Zaina Abraham Olano
1997 Ivan Gotti Pavel Tonkov Giuseppe Guerini
1998 Marco Pantani Pavel Tonkov Giuseppe Guerini
1999 Ivan Gotti Paolo Savoldelli Gilberto Simoni
2000 Stefano Garzelli Francesco Casagrande Gilberto Simoni
2001 Gilberto Simoni Abraham Olano Unai Osa
2002 Paolo Savoldelli Tyler Hamilton Pietro Caucchioli
2003 Gilberto Simoni Stefano Garzelli Jaroslav Popovyč
2004 Damiano Cunego Serhij Hončar Gilberto Simoni
2005 Paolo Savoldelli Gilberto Simoni José Rujano
2006 Ivan Basso José Enrique Gutiérrez Gilberto Simoni
2007 Danilo Di Luca Andy Schleck Eddy Mazzoleni
2008 Alberto Contador Riccardo Riccò Marzio Bruseghin
2009 Denis Men'šov Carlos Sastre[14] Ivan Basso[15]
2010 Ivan Basso David Arroyo Vincenzo Nibali
2011 Michele Scarponi[16][17] Vincenzo Nibali John Gadret
2012 Ryder Hesjedal Joaquim Rodríguez Thomas De Gendt
2013 Vincenzo Nibali Rigoberto Urán Cadel Evans
2014 Nairo Quintana Rigoberto Urán Fabio Aru
2015 Alberto Contador Fabio Aru Mikel Landa
2016 Vincenzo Nibali Esteban Chaves Alejandro Valverde
2017 Tom Dumoulin Nairo Quintana Vincenzo Nibali
2018 Chris Froome Tom Dumoulin Miguel Ángel López
2019 Richard Carapaz Vincenzo Nibali Primož Roglič

Statistiche

Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche del Giro d'Italia.

Loghi

Curiosità

  • L'unica donna a partecipare al Giro insieme agli uomini è stata Alfonsina Strada.
  • Con la denominazione Giro d'Italia di guerra sono state organizzate nel 1942 e 1943 due competizioni vinte rispettivamente da Gino Bartali e Glauco Servadei. Nel 1943 gli eventi bellici non permisero neppure di disputare tutte le gare. Queste manifestazioni erano più simili ai successivi Superprestige e Coppa del Mondo, con gare in linea ed una classifica finale che teneva conto dei piazzamenti, piuttosto che ad una vera e propria gara a tappe, per questo motivo non rientrano, quindi, nel computo delle edizioni del Giro d'Italia.
  • Alla fine degli anni quaranta e primi anni cinquanta il Giro, allora molto seguito, fu oggetto di un programma radiofonico parodistico, il Giringiro di Garinei e Giovannini.

Note

  1. ^ Stefano Boggia, Il giro è più bello, ma il tour è più importante. Ecco perché, in Cyclinside, 22 luglio 2017. URL consultato il 17 marzo 2019.
  2. ^ Mario Spairani, 100 Anni di Ciclismo, Speciale 100 anni di Giro: 1909-1930, in spaziociclismo.it, 24 maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  3. ^ Mario Spairani, 100 Anni di Ciclismo, Speciale 100 anni di Giro: 1931-1955, in spaziociclismo.it, 24 maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  4. ^ Giro d'Italia - 2001 / La storia[collegamento interrotto], centoannigiro.gazzetta.it. URL consultato il 6 maggio 2011.
  5. ^ Giro d'Italia - 2002 / La storia[collegamento interrotto], centoannigiro.gazzetta.it. URL consultato l'11 maggio 2011.
  6. ^ A. SIMEOLI, Zoncolan. La montagna diventata mito, con prefazione di Ivan Basso Udine, Forum, 2014
  7. ^ Giro d'Italia - 2003 / La storia[collegamento interrotto], centoannigiro.gazzetta.it. URL consultato l'11 maggio 2011.
  8. ^ A. SIMEOLI, Zoncolan. La montagna diventata mito, con prefazione di Ivan Basso ,Udine, Forum, 2014
  9. ^ (EN) Alberto Contador case: the consequences of the CAS ruling, su uci.ch, 6 febbraio 2012. URL consultato il 3 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2012).
  10. ^ "Voglio la maglia rosa. Ma stavolta sulla strada", su repubblica.it, 3 maggio 2012. URL consultato il 3 maggio 2012.
  11. ^ Giro: Val Martello, Quintana vince e va in maglia rosa tra le polemiche, su Gazzetta.it, 27 maggio 2014. URL consultato il 6 marzo 2016.
  12. ^ (FR) Giro d'Italia (Ita) - Cat. Pro-Tour, memoire-du-cyclisme.eu. URL consultato il 1º giugno 2015.
  13. ^ Il Giro del 1912 si disputò a squadre. Vinse il team Atala, formato da Luigi Ganna (che però non concluse il Giro), Carlo Galetti, Giovanni Micheletto ed Eberardo Pavesi.
  14. ^ Di Luca, inizialmente secondo classificato è risultato positivo al CERA in due controlli durante la corsa: il 20 maggio dopo la tappa di Arenzano e il 28 maggio dopo quella di Benevento. L'8 agosto anche le controanalisi hanno confermato la positività del corridore. Il 1º febbraio 2010 il CONI ha sospeso il corridore per due anni (con effetto dal 22 luglio 2009). Si veda Di Luca, doping confermato Positivo alla controanalisi, in gazzetta.it, 8 agosto 2009. URL consultato il 28 maggio 2011.
  15. ^ Nel marzo del 2011 l'italiano Pellizotti, inizialmente terzo classificato viene sospeso per due anni dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna per aver violate norme anti-doping. Di conseguenza, lo stesso TAS ha annullato tutti i risultati conseguiti dall'atleta dal 9 maggio 2009. Si veda (EN) The Court of Arbitration for Sport (CAS) imposes a two year ban on the Italian cyclists Pietro Caucchioli and Franco Pellizotti, in tas-cas.org, 8 marzo 2011. URL consultato il 24 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2011).
  16. ^ La vittoria del Giro d'Italia 2011 fu assegnata a Michele Scarponi, secondo nella classifica generale. Si veda al riguardo (EN) Results Giro d'Italia (ITA/UWT) - 2011, in Uci.ch. URL consultato il 18 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2012).
  17. ^ In seguito alla squalifica di Contador per doping, in base alla sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport, allo spagnolo sono stati annullati i risultati ottenuti dal 25 gennaio 2011. Si veda (EN) Press release: CAS decision in Contador case, Uci.ch, 6 febbraio 2012. URL consultato l'11 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2012)., (EN) Alberto Contador case: the consequences of the CAS ruling, Uci.ch, 6 febbraio 2012. URL consultato l'11 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2012).

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Sled sports

• Bobsleigh
• Luge
• Skibobbing
• Skeleton
• Toboggan

Shooting sports
• Clay pigeon shooting
• Skeet shooting
• Trap shooting
• Sporting clays
• Target shooting
• Field target
• Fullbore target rifle
• High power rifle
• Benchrest shooting
• Metallic silhouette
• Practical shooting
• Cowboy action shooting
• Metallic silhouette shooting
Stacking
• Card stacking
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• Sport stacking

Stick and ball games
• Hornussen

Hockey
• Hockey
• Ball hockey
• Bando
• Bandy
• Rink bandy
• Broomball
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• Field hockey
• Indoor field hockey
• Floorball
• Ice hockey

Ice hockey 
 • Pond hockey
• Power hockey
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• Underwater ice hockey
• Roller hockey
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• Roller hockey (Quad)
• Skater hockey
• Rossall Hockey
• Spongee
• Street hockey
• Underwater hockey
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Hurling and shinty
• Cammag
• Hurling
• Camogie
• Shinty
• Composite rules shinty-hurling

Lacrosse
• Lacrosse
• Box lacrosse
• Field lacrosse
• Women's lacrosse
• Intercrosse


Polo
• Polo
 • Bicycle polo
• Canoe polo
• Cowboy polo
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• Horse polo
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• Yak polo

Street sports
• Free running
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• Powerbocking
• Parkour
• Scootering
• Street workout

Tag games

• British bulldogs (American Eagle)
• Capture the flag
• Hana Ichi Monme
• Hide and seek
• Jugger
• Kabaddi
• Kho kho
• Kick the can
• Oztag
• Red rover
• Tag

Walking
• Hiking
• Backpacking (wilderness)
• Racewalking
• Bushwhacking
• Walking

Wall-and-ball
• American handball
• Australian handball
• Basque pelota
• Butts Up
• Chinese handball
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• Gaelic handball
• International fronton
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• Racquetball
• Squash
• Squash tennis
• Suicide (game)
• Valencian frontó
• Wallball
• Wallyball

Aquatic & paddle sports
• Creeking
• Flyak
• Freeboating
• Sea kayaking
• Squirt boating
• Surf kayaking
• Whitewater kayaking

Rafting
• Rafting
• White water rafting

Rowing
• Rowing (sport)
• Gig racing
• Coastal and ocean rowing
• Surfboat
• Single scull
Other paddling sports
• Dragon boat racing
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• Water polo
• Canoe polo
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Underwater
• Underwater football
• Underwater rugby
• Underwater hockey

Competitive swimming
• Backstroke
• Breaststroke
• Butterfly stroke
• Freestyle swimming
• Individual medley
• Synchronized swimming
• Medley relay

Kindred activities
• Bifins (finswimming)
• Surface finswimming

Subsurface and recreational
• Apnoea finswimming
• Aquathlon (underwater wrestling)
• Freediving
• Immersion finswimming
• Scuba diving
• Spearfishing
• Snorkelling
• Sport diving (sport)
• Underwater hockey
• Underwater orienteering
• Underwater photography (sport)
• Underwater target shooting
Diving
• Cliff diving
• Diving

Weightlifting
• Basque traditional weightlifting
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• Highland games
• Olympic weightlifting
• Powerlifting
• Strength athletics (strongman)
• Steinstossen

Motorized sports
• Autocross (a.k.a. Slalom)
• Autograss
• Banger racing
• Board track racing
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• Desert racing
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• Formula racing
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Motorboat racing
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Motorcycle racing
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Musical sports
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Fantasy sports
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Other
• Stihl Timbersports Series
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Skating sports
• Aggressive inline skating
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• Snowboarding
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