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Gas flaring (8153 views - Environmental Protection)

Il gas flaring (in italiano: combustione di gas) è una pratica che consiste nel bruciare (senza recupero energetico) il gas naturale in eccesso estratto insieme al petrolio, perché risulterebbe altrimenti troppo costoso costruire infrastrutture adeguate per trasportarlo nei luoghi di consumo. Il gas combusto genera una fiamma sopra le torri petrolifere. Tale pratica è frequentemente utilizzata negli impianti industriali petroliferi, chimici e di gas naturale, nonché nei siti di produzione di petrolio o di gas naturale che hanno pozzi di petrolio, pozzi di gas naturale, impianti di perforazione offshore.
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Gas flaring

Gas flaring

Il gas flaring (in italiano: combustione di gas) è una pratica che consiste nel bruciare (senza recupero energetico) il gas naturale in eccesso estratto insieme al petrolio, perché risulterebbe altrimenti troppo costoso costruire infrastrutture adeguate per trasportarlo nei luoghi di consumo. Il gas combusto genera una fiamma sopra le torri petrolifere.

Tale pratica è frequentemente utilizzata negli impianti industriali petroliferi, chimici e di gas naturale, nonché nei siti di produzione di petrolio o di gas naturale che hanno pozzi di petrolio, pozzi di gas naturale, impianti di perforazione offshore.

Descrizione

Ogni volta che componenti delle attrezzature per impianti industriali finiscono sotto pressione, le valvole limitatrici di pressione forniti come dispositivi essenziali di sicurezza sulle apparecchiature rilasciano automaticamente gas e liquidi. Queste valvole di sicurezza sono richieste da codici e norme di progettazione industriale, nonché dalla legge. I gas e i liquidi rilasciati vengono instradati attraverso i grandi sistemi di tubazioni. I gas rilasciati dalle torri vengono bruciati Le dimensioni e la luminosità della fiamma risultante dipende dalla velocità di flusso del materiale infiammabile in termini di joule per ora (o BTU all'ora).

Inquinamento ambientale

Il gas flaring è una pratica che contribuisce all'emissione di anidride carbonica. Alcune fiamme gestite in modo improprio possono emettere metano, biossido di zolfo, altri composti dello zolfo e altri composti organici volatili finanche ad idrocarburi aromatici (benzene, toluene, xileni) e benzapirene, che sono noti per essere cancerogeni.

Il gas flaring può avere un impatto sulla fauna selvatica attirando gli uccelli e gli insetti per la sua fiamma. Circa 7.500 uccelli canori migratori sono stati attratti e uccisi dal calore al terminale di gas naturale liquefatto a Saint John, New Brunswick, Canada il 13 settembre 2013.

A partire dalla fine del 2011, 150 × 109 metri cubi (5,3 × 1012 piedi cubi) di gas associato sono bruciati annualmente con il gas flaring. Ciò equivale a circa il 25% del consumo annuo di gas naturale negli Stati Uniti, o circa il 30% del consumo annuale di gas nell'Unione europea. Se si trattasse di raggiungere il mercato, con questa quantità di gas (con un valore nominale di 5,62 dollari per 1000 metri cubi) varrebbe 29,8 miliardi dollari USD)[1].

Ogni anno in Italia dal gas flaring viene prodotto 1 milione di tonnellate di anidride carbonica, mentre un Paese come la Nigeria, dove il gas flaring è ancora molto utilizzato, se ne producono qualche centinaio di milioni di tonnellate[2]. La trasmissione Report di Rai 3 nella puntata del 7 giugno 2009 descrive tutti problemi ambientali sociali ed umanitari che pagano in Nigeria, mentre gli utili finiscono in grandissima parte in Italia [3].

Uso del gas flaring

A partire dalla fine del 2011, 10 paesi hanno rappresentato il 72 % del gas flaring mondiale, e venti per l'86%.I primi dieci contributori principali al mondo di gas flaring, alla fine del 2011, sono stati (in ordine decrescente): Russia (27%), Nigeria (11%), Iran (8% ), Iraq (7%), USA (5%), Algeria (4%), Kazakistan (3%), Angola (3% ), Arabia Saudita (3%) e Venezuela (3%).[4].

I dati satellitari mostrano che dal 2005 al 2010, il gas flaring globale è diminuito di circa il 20%. Le riduzioni più significative in termini di volume sono stati effettuati in Russia e Nigeria[5].

ENI nel 2013 ha promesso ad Amnesty International che in Nigeria entro il 2017 non sarà più praticato il gas flaring nei suoi impianti[6][7].

Note

  1. ^ Annual Energy Review, Table 6.7 Natural Gas Wellhead, Citygate, and Imports Prices, 1949-2011 (Dollars per Thousand Cubic Feet), United States Energy Information Administration, September 2012.
  2. ^ Gas flaring, su eniscuola.net. URL consultato il 07-11-2013.
  3. ^ report.rai.it, /titolo= Il veleno sta colpendo ancora http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-fc608cd2-93a2-4a44-b0f8-d1a131e344cf.html /titolo= Il veleno sta colpendo ancora.
  4. ^ Estimated Flared Volumes from Satellite Data, 2007-2011. From the website of the World Bank.
  5. ^ Estimation of Gas Flaring Volumes Using NASA MODIS Fire Detection Products. Christopher Elvidge et al, NOAA's National Geophysical Data Center (NGDC) annual report, February 8, 2011.
  6. ^ Amnesty International Italia interviene all'Assemblea generale degli azionisti di Eni, su amnesty.it, 10-05-2013. URL consultato il 07-11-2013.
  7. ^ Celestina Dominelli, Eni porta a zero il «gas flaring», in Il Sole24ore, 07-5-2013. URL consultato il 07-11-2013.

Voci correlate



This article uses material from the Wikipedia article "Gas flaring", which is released under the Creative Commons Attribution-Share-Alike License 3.0. There is a list of all authors in Wikipedia

Environmental Protection

Environment Ecology