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Himalaya (15355 views - Nature & Plants)

L'Himalaya o Himalaia (pron. /imaˈlaja/, tradizionalmente /iˈmalaja/; in sanscrito हिमालय, "dimora delle nevi", dall'unione di hima, "neve", e ālaya, "dimora"), adattata talvolta in italiano come Imalaia, è una catena montuosa dell'Asia centro-meridionale, che separa India, Pakistan, Nepal e Bhutan dalla Cina (Tibet).Lunga circa 2 400 km per una larghezza di circa 100–200 km, è connessa verso occidente con la catena dell'Hindu Kush afgano. È detta "tetto del mondo" in quanto comprende le cime montuose più alte del mondo, tra cui i quattordici Ottomila, come l'Everest (8 848 m) e il Kanchenjunga (8 589 m) oltre a numerosi settemila e seimila.
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Himalaya

Himalaya

Himalaya
Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Himalaya (disambigua).

Coordinate: 28°00′N 82°00′E / 28°N 82°E28; 82

Himalaya
Foto satellitare presa sopra l'altopiano del Tibet
ContinenteAsia
Stati Bhutan
 Cina
 India
 Nepal
 Pakistan
Cima più elevataEverest (8 848 m s.l.m.)
Lunghezza2 400 km
Larghezzada 250 a 400 km
Superficie600 000 km2
Età della catena55 milioni di anni
Tipi di roccerocce sedimentarie, rocce intrusive e ofioliti

L'Himalaya o Himalaia (pron. /imaˈlaja/, tradizionalmente /iˈmalaja/[1]; in sanscrito हिमालय, "dimora delle nevi", dall'unione di hima, "neve", e ālaya, "dimora"), adattata talvolta in italiano come Imalaia[2][3][4], è una catena montuosa dell'Asia centro-meridionale, che separa India, Pakistan, Nepal e Bhutan dalla Cina (Tibet).[5]

Lunga circa 2 400 km per una larghezza di circa 100–200 km, è connessa verso occidente con la catena dell'Hindu Kush afgano. È detta "tetto del mondo" in quanto comprende le cime montuose più alte del mondo, tra cui i quattordici Ottomila, come l'Everest (8 848 m) e il Kanchenjunga (8 589 m) oltre a numerosi settemila e seimila.

Nome

Il nome della catena montuosa era noto agli antichi con i nomi di Emodo od Imao (Hemodus od Imaus in latino, Ἡμοδός od Ἴμαος in greco antico), entrambe corruzioni della parola sanscrita "Haimavata"[6].

Descrizione

Suddivisione

La catena montuosa dell'Himalaya, oltre all'Himalaya considerato in senso stretto, comprende anche:

Vette

Principali vette, tra le altre:

Origine geologica

Secondo la tettonica a placche, la catena dell'Himalaya è il prodotto del confine convergente tra placca indo-australiana e placca euroasiatica. Il continuo movimento relativo di queste placche indica che la catena dell'Himalaya sta ancora aumentando di dimensioni.

Geologicamente, si ritiene che l'Himalaya crescerebbe ad una velocità di circa 8-10 millimetri l'anno, se la dinamica delle placche fosse l'unico fattore incidente. Sono comunque attive le normali forze erosive, che ne riducono le dimensioni; la crescita netta delle montagne della catena è quindi stimabile in circa 2,5–5 cm/secolo.

Clima

Lo stesso argomento in dettaglio: Clima dell'Himalaya.

Il clima varia a seconda dell'altitudine, da subtropicale alle pendici meridionali fino ad alpino estremo nelle vette più elevate. Si possono distinguere tre macro-stagioni: da ottobre a febbraio, con basse temperature; da maggio a giugno con temperature più elevate; da giugno a settembre, l'umida stagione monsonica, caratterizzata da violente piogge limitate però al settore meridionale della catena, oltre cui i venti monsonici non possono spostarsi per via degli alti picchi.

Toponomastica

I toponimi usati per individuare i monti himalayani sono in genere formati da radici nepalesi, tibetane, turchestane e sanscrite, combinate talvolta in modo ibrido tra loro, e possiedono una capacità espressiva ed una condensazione di significati ai quali gli occidentali non sono avvezzi.

Alcuni nomi di monti hanno carattere eminentemente descrittivo, come ad esempio:

In altri casi il toponimo ha un preciso riferimento religioso, come ad esempio:

Esistono poi alcuni monti il cui nome deriva dalla loro posizione rispetto ad altre cime, come:

C'imbattiamo infine in nomi come:

Mistica

La vista dei monti himalayani, di questi "pilastri del cielo" che s'innalzano limpidi e poderosi dalle brume e dalle imperfezioni del mondo, evoca alla memoria il fiore di loto, simbolo della fede buddhista. Anche il fiore di loto affonda le sue radici nel fango che è simile al saṃsāra, l'eterno ciclo delle nascite e delle morti; ma quando sboccia, la sua corolla, ergendosi alta sullo stelo, si apre bianca ed immacolata per rappresentare la salvezza della coscienza e l'eterna serenità del nirvana.

Non è certamente un caso se antichi popoli, su entrambi i versanti della catena himalayana, hanno sempre identificato le più alte montagne del mondo come la sede dei loro dei. Ancora oggi, seguendo un'antica tradizione, vige talvolta l'usanza nelle spedizioni alpinistiche di fermarsi un metro sotto la vetta per un senso di mistico rispetto e di deferente omaggio verso la casa di Dio.

Note

  1. ^ Luciano Canepari, Himalaya, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  2. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Imalaia", in Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  3. ^ Luciano Canepari, Imalaia, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  4. ^ Esempi testuali:
  5. ^ Definition of Himalayas, su Oxford Dictionaries Online. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  6. ^ Gabriella Vanotti e Claudia Perassi, In limine: ricerche su marginalità e periferia nel mondo antico, Vita e Pensiero, 2004, p. 141, ISBN 9788834310762. URL consultato il 20 ottobre 2017.
  • Augusto Gansser, Andreas Gruschke, Blanche C. Olschak: La regione del Himalaya. Cultura, storia, popoli, edizione italiana per Touring Club Italiano, Milano 1991.
  • Valerio Sestini: Himalaya. Architettura e ambiente nelle Valli del Nepal, Editore: Alinea Editrice s.r.l. 2006. ISBN 88-6055-086-6.

Voci correlate



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